Calligrafia al Musec

Nell’ambito della mostra “Il samurai. Da guerriero a icona” al MUSEC di Lugano:
 
Sabato 19 maggio, ore 18:00
Le mille vie della calligrafia
Conferenza e dimostrazione di Bruno Riva e Katia Bagnoli
 
Per l’occasione sarà esposta una selezione di opere su seta di grandi dimensioni basate su testi poetici cinesi e giapponesi.
 
MUSEC – Museo delle Culture di Lugano
Villa Malpensata, sala conferenze (terzo piano)
ingresso principale da via Riva Caccia 5, Lugano
www.musec.ch
 
Entrata libera fino ad esaurimento dei posti disponibili

In collaborazione con Associazione culturale Giappone in Ticino e La Società Letteraria.
Musec–Museo delle Culture della città di Lugano


14 marzo: conferenza sulla calligrafia cinese

L’Associazione Culturale Ticino-Cina
presenta una conferenza di Bruno Riva:

“Breve storia della calligrafia cinese
e di come è diventata un’arte”

Lunedì 14 marzo 2016 alle ore 18:30
Aula Magna SUPSI
Campus di Lugano-Trevano,
Via Trevano
CH-6952 Canobbio

Entrata libera

Panoramica sulle maggiori opere e i più importanti calligrafi che hanno segnato la millenaria storia della scrittura cinese nel suo percorso da arte magica, a strumento celebrativo e di governo, da mezzo di ricerca spirituale e pratica etico-morale a disciplina artistica.

Con il sostegno di:
Associazione culturale shodo.ch
Giappone in Ticino

volantino-2016-3-14

Creata per permettere all’uomo di comunicare con le figure ancestrali e l’ente supremo la scrittura Han 漢, che comunemente chiamiamo cinese, non poteva non aspirare a una storia ricca e feconda. Nella lunga evoluzione che l’ha portata dalle forme pittografiche arcaiche dell’epoca Shang 商, alle successive astrazioni delle scritture corsive, ha attraversato i secoli prestandosi a numerosi intenti comunicativi ed espressivi. Oggi la conosciamo come universo di forme e di varianti stilistiche generate dalla creatività estetica dei migliori letterati, funzionari, monaci e artisti che nei secoli hanno sperimentato le ampie potenzialità espressive dei suoi caratteri di scrittura e dei mezzi scrittori tradizionali: il pennello, la carta, l’inchiostro… Nella serata saranno presentate le principali tappe, le opere e gli autori di questo percorso plurimillenario che l’ha vista protagonista anche in Giappone e in Corea. Eccone solo alcuni esempi.

Zhiyong 智永, monaco, visse nel VI secolo; celebre per la sua dedizione alla calligrafia, si narra che per una quarantina d’anni non abbandonò il padiglione alla sommità del quale si esercitava e da cui gettava i pennelli consumati, che finirono per costituire un vero e proprio cumulo.

Zhang Xu 張旭 fu uno dei grandi maestri del corsivo folle tra VII e VIII secolo. Secondo il poeta Du Fu 杜甫 il suo corsivo poté evolvere dopo aver ammirato la danzatrice Gongsun nella danza della spada, raggiungendo uno stile appassionato ed esuberante. Du Fu, dopo aver visto danzare una discepola della grande Gongsun la ricordò con poetica nostalgia.

Zhao Mengfu 趙孟頫 (1254-1322), studioso, poeta, pittore e calligrafo; principe della dinastia Song fece carriera alla corte degli invasori mongoli della dinastia Yuan. Questo lo rese inviso ai contemporanei e ai posteri per non aver rispettato la virtù patriottica. Lui stesso fu molto toccato da questa contraddizione di cui parlò nella sua opera poetica. Siccome nella calligrafia cinese è ben presente il valore etico, la sua opera, seppur valida tecnicamente e “gioiosa”, per molti è irrimediabilmente intaccata di volgarità.

Wen Zhengming 文徵明 (1470-1559), pittore, calligrafo e letterato, senza incarichi ufficiali non sottostava a restrizioni e poteva comportarsi in modo libero e disinvolto. Nell’arte era lontano dalle convenzioni ma è ricordato il suo rispetto della morale confuciana. In un dipinto fatto quando aveva ottant’anni per un collezionista, calligrafò una prefazione esprimendo il proprio punto di vista sul ruolo sociale dell’amatore d’arte: chi custodiva gelosamente le opere senza mostrarle ad altri era da considerare mediocre perché non facendole circolare impediva che potessero costituire uno stimolo allo studio e al confronto collettivo.

Nessuno di questi calligrafi avrebbe usato il termine “calligrafia”, inteso come “bella scrittura” per descrivere la propria pratica. In Asia Orientale, ciò che si definisce arte o via della scrittura, assume significati e ruoli diversi; la pratica contempla sempre un apprendimento di tecniche,
 conoscenze storiche, stilistiche, formali, ecc. in un processo di continuo affinamento personale inserito in una dimensione collettiva. L’azione calligrafica è l’elemento comune alle diverse tendenze; in essa il pennello converte in segni i gesti del calligrafo. Le tracce che ne risultano possono essere decise o incerte, veloci o lente, sottili o spesse, ma contengono sempre una forza che viene definita 氣 qi, traducibile in “energia vitale”. Scrivendo un carattere si fornisce la rappresentazione di un oggetto, si trasmette un’idea ma tracciandolo in calligrafia si aggiunge a ciò la relazione che s’instaura tra il 氣 del calligrafo e la circolazione del 氣 che il carattere possiede. In altri termini si può dire che l’istantaneità della calligrafia permette di tracciare un ritratto del “cuore” del calligrafo come se fosse la registrazione di un sismografo dell’animo umano.

 


 

Scarica il volantino della conferenza: bri-volantino2016-3-14-web.pdf


 

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