Concerto di flauto noh

In occasione della mostra “La poetessa Ōtagaki Rengetsu, monaca viandante – Omaggio all’arte di Luna di Loto”

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presso Arte Giappone
vicolo Ciovasso 1, Milano

Martedì 17 giugno – ore 19:00

Concerto di flauto nō

strumento usato nel teatro nō,
kyōgen e kabuki

Flautista Kumiko Nonaka

http://fuu-chou-sha.jp

 

 

 

 

Programma

1. Sagariha (Musica per teatro nō) 4min
Nel teatro nō questa melodia accompagna le entrate in scena di personaggi eleganti, come un principe o una fanciulla celeste. Normalmente è suonata dal flauto assieme a percussioni di tre tipi.

2. Ama tarasu – La ricchezza del Cielo (Composizione di Kumiko Nonaka) 7min
Milleduecentocinquanta anni fa, fu eretta la statua del Grande Buddha al Tōdai-ji di Nara, con una magnifica cerimonia inaugurale alla quale parteciparono attori e artisti arrivati dall’Asia centrale attraverso la via della seta. Il brano è ispirato a questa immagine della prima capitale giapponese che risuonava di musiche e ritmi esotici.

3. Mizube no koe – Voci della spiaggia (Composizione di Kumiko Nonaka) 8min
Il brano si ispira all’antica leggenda delle fanciulle divine che, simili nell’aspetto a giovani sacerdotesse, giocano su una spiaggia danzando e cantando.

4. Sagi – L’airone (Musica per kyōgen, una forma di teatro comico sviluppatosi assieme al nō) 3min
Musica da ballo: rappresenta la scena di un airone che cammina con le sue lunghe zampe becchettando nel fango della risaia per cercare da mangiare.

5. Sakura – Fiori di ciliegio 3min
Canzone tradizionale, una delle melodie giapponesi più conosciute.

6. Shishi (Musica per teatro nō) 5min
Danza del leone dal dramma nō “Shakkyō”. È una delle più note shishimai (danze del leone): al monaco Jakushō appare un messaggero del bodhisattva Monju sotto forma di un cane-leone che danza giocando con splendide peonie.

Lo strumento musicale
Il nōkan è un tipo di flauto traverso usato nella musica del teatro nō. Non se ne conoscono esattamente le origini, ma probabilmente deriva dal flauto ryuteki usato nel Gagaku. La lunghezza dello strumento è circa 40cm ed è composto di due corpi inseriti uno nell’altro. Il materiale è il bambù affumicato (susudake) e stagionato a fuoco (yakidake), ricoperto da vari strati di lacca naturale. Il corpo interno (detto nodo, “la gola”) permette al nōkan di ottenere le sue tipiche note sovracute (hishigi). Nell’accompagnamento musicale per il teatro nō questo flauto viene utilizzato assieme agli strumenti a percussione per esprimere le più varie atmosfere. Il suo suono è particolamente adatto ad evocare sensazioni astratte o creare un’aura di magia o di preghiera.

Omaggio all’arte di Luna di Loto

L’Associazione culturale shodo.it presenta la mostra calligrafica

La poetessa Ōtagaki Rengetsu, monaca viandante
Omaggio all’arte di Luna di Loto

a cura di Katia Bagnoli e Bruno Riva

presso l’Associazione culturale Arte Giappone
vicolo Ciovasso 1, Milano
dal 10 al 21 giugno 2014, dalle 14:00 alle 19:00
(chiuso domenica e lunedì)
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Con il Patrocinio
del Consolato Generale del Giappone a Milano

 

 

Catalogo a cura di Carmen Covito, Bruno Riva, Katia Bagnoli

 

La mostra si propone di far conoscere l’affascinante figura di una poetessa, calligrafa e ceramista del passato, Ōtagaki Rengetsu (1791-1875), attraverso opere a lei dedicate da calligrafi contemporanei giapponesi e europei.
Saranno esposte 22 opere di medie e grandi dimensioni (kakejiku) e un’installazione composta da 65 tanzaku, opere calligrafiche di piccole dimensioni. Tutte le opere sono state appositamente realizzate per questa occasione: gli artisti hanno calligrafato poesie di Rengetsu, nella propria interpretazione moderna o nell’esecuzione di rinsho – la pratica della copia calligrafica – oppure testi che evocano la sua spiritualità e l’ambiente in cui visse.
Saranno esposti anche due tanzaku originali di Rengetsu e un’opera pittorica e calligrafica del celebre Tomioka Tessai (1836-1924) che con lei collaborò spesso.

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Saranno in mostra opere di:
Yamada Tomie, Nakajima Hiroyuki, Morioka Shizue, Katia Bagnoli, Bruno Riva, Kataoka Shikō, Carmen Covito, Madoka (Nakazawa Kenyo), Iyama Kenkō, Titose (Okamura Chitose), Yurugi Hiroko, Ideshita Ryōshun,  Uehira Baikei, Okumura Shoko, Yonemoto Kōro, Mine Conti, Sibylle Leuthardt, Ruth Gibellini, Paola Tampieri, Claudia Verri, Fabrizio Piotti, Roberto Pappalettera, Ruan Zonghua, Morena Mauri.

 

 

 

Programma delle attività

Martedì 10 giugno alle ore 18:30 inaugurazione e presentazione dell’opera di Ōtagaki Rengetsu a cura di Carmen Covito.

Giovedì 12 giugno alle ore 18:30 conferenza di Rossella Marangoni “Waka: alle sorgenti della poesia giapponese”.

Venerdì 13 giugno dalle 15:00 alle 18:30 seminario di sigillografia con il maestro Bruno Riva.

Sabato 14 giugno dalle 10:00 alle 12:30 seminario di calligrafia in kana con la maestra Yamada Tomie. Dalle 15:00 alle 18:30 seminario di sigillografia con il maestro Bruno Riva.

Martedì 17 giugno alle ore 19:00 concerto di flauto nō (strumento usato nelle rappresentazioni di teatro nō, kyōgen e kabuki). Flautista Nonaka Kumiko.

Venerdì 20 giugno dalle 15:00 alle 18:30 seminario di calligrafia in kana con la maestra Yamada Tomie e il maestro Bruno Riva.

Sabato 21 giugno dalle 14:30 alle 17:30 seminario di calligrafia in kanji e performance alle 18:30 del calligrafo giapponese Uehira Baikei.

* Conferenze, concerto e dimostrazione finale sono a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.  Per i seminari è necessario prenotare scrivendo a:
katia[CHIOCCIOLA]shodo.it

 

Ōtagaki Rengetsu (1791-1875)

La poetessa, calligrafa, ceramista e pittrice giapponese Ōtagaki Rengetsu nacque a Kyōto, l’antica capitale, nella primavera del 1791. Figlia segreta di una geisha e di un alto amministratore del feudo di Iga-Ueno, ricevette il nome Nobu.
Poco dopo la nascita venne adottata da Ōtagaki Mitsuhisa (Banzaemon) che lavorava presso il Chion-in, un importante tempio della Jōdo-shū, scuola buddhista della Terra Pura. A circa otto anni fu mandata a servizio nel castello di Kameoka a Tanba, dove studiò poesia, calligrafia e arti marziali.
Ritornò a Kyōto dopo una decina d’anni e andò in sposa al giovane samurai Mochihisa. I loro tre figli non sopravvissero alla prima infanzia, e nel 1815 anche il marito morì. Nel 1819 Nobu si risposò, ma dopo quattro anni rimase di nuovo vedova.
La perdita dei due mariti e dei figli spinse Nobu, a soli 33 anni, a radersi i capelli e a prendere i voti, assumendo il nome di Rengetsu (luna di loto). Continuò a vivere nei pressi del tempio Chion-in con il padre adottivo, che nel frattempo aveva preso a sua volta i voti.
Dopo la morte di Ōtagaki, avvenuta nel 1832, Rengetsu cominciò a mantenersi da sola producendo e vendendo ceramiche sulle quali incideva le sue poesie (waka,  forma poetica classica composta da versi di 5 e 7 sillabe).
I delicati utensili di ceramica abbelliti dalle sue poesie, straordinari sia per il contenuto e la forma sia nell’esecuzione calligrafica, rappresentano una combinazione perfetta.
Le sue creazioni erano già molto apprezzate all’epoca, tanto che Rengetsu doveva spesso cambiare domicilio per sfuggire alle assillanti richieste.  Nel corso della sua lunga esistenza scrisse moltissime poesie che calligrafò e incise nella ceramica e spesso collaborò con giovani artisti per i quali si prodigò, come nel caso di Tomioka Tessai, che in seguito sarebbe diventato un letterato di spicco a Kyōto. Ōtagaki Rengetsu fu una figura importante nel panorama culturale dell’epoca e ancora oggi viene studiata come un luminoso esempio di donna indipendente e creativa.
Altre informazioni alla pagina http://www.shodo.it/rengetsu/